Quando il mezzo di trasporto diventa meta
“Naviga in un capolavoro” è il claim, ideato dal copy Claudio Varetto, per Navigazione Lago d’Iseo in occasione di The Floating Piers, il grande evento artistico che portò sul lago d’Iseo oltre un milione di turisti in due settimane.
L’esordio del claim, che ancora oggi a dieci anni di distanza accompagna la comunicazione della società di trasporto pubblico lacuale del lago d’Iseo, avvenne in occasione della conferenza stampa del 18 marzo 2016 durante la quale vennero presentati il nuovo sistema di bigliettazione online ed altri servizi di social customer care, adottati in prossimità dell’evento artistico planetario.
Il claim, ideato dal fondatore dell'agenzia di comunicazione Nuova Vision, diventò livrea delle navi della flotta e campeggiò sulle bandiere segnaletiche, blu e dahlia yellow (il giallo cangiante che rivestì la “passeggiata galleggiante”), che vennero installate sui pontili in occasione dell’evento.
“Capolavoro” è la parola chiave della comunicazione ed è la meta del viaggio artistico ideato da uno dei maestri dell’arte contemporanea ma “capolavoro” è anche il termine che contrassegna la scoperta del lago d’Iseo, piccolo lago ma grande meta di cultura, arte e natura. Da lì in poi nel turismo worlwide il lago d’Iseo venne e tuttora viene associato a “The Floating Piers” quindi un luogo dove l’arte ha creato un’esperienza, una aísthesis, memorabile. Il significato “esperienziale” a cui fa riferimento lo slogan è molteplice e moltiplicato nel tempo. Durante The Floating Piers i mezzi di trasporto di Navigazione Lago d’Iseo, società pubblica di trasporto lacuale locale, crearono un ponte per raggiungere la passerella, specie per i flussi in partenza dalla parte nord del Sebino, che raggiungevano Monte Isola e da lì, non da Sulzano, poterono percorrere tutti i ponti sospesi, rientrando poi dall’imbarco di Monte Isola. Di fatto venne creato un secondo corridoio di accesso all’evento alternativo a Sulzano sia per garantire un servizio ai residenti dell’isola sia per alleggerire la pressione su Sulzano dove le code erano permanenti. In questo modo però il battello entra nella spazio artistico, affianca la lingua giallo ocra che ridisegna il blu del Sebino, navi, passeggeri e opera d’arte abitano le stesse acque, convivono dentro lo stesso capolavoro e in una certa misura lo generano perché per Christo, e per sua moglie Jean-Claude, l’opera d’arte non era un oggetto da contemplare da lontano, appeso alla parete candida di un museo: l'opera d'arte era un'esperienza di libertà totale, fisica, spaziale e comunitaria.
Coprendo un monumento o modificando un paesaggio, Christo costringeva le persone a perdere l'assuefazione e l'abitudine verso i luoghi quotidiani. Sotto il tessuto, le linee geometriche di un palazzo o le curve di una scogliera o le acque blu di un lago diventavano astratte, vive, scultoree. Quando l'opera veniva rimossa, il pubblico tornava a guardare quel pezzo di mondo con occhi completamente nuovi, riscoprendone l'identità perduta.
In definitiva, per Christo l'opera d'arte non era solo il tessuto steso sull'acqua dell'Iseo, l'opera d'arte era l'intero, pazzesco viaggio: i decenni passati a chiedere permessi burocratici, i rifiuti, i dibattiti politici, i lavoratori che montavano i pontili, e infine quel brivido collettivo e sensoriale di una comunità che, per pochi giorni, si riappropriava dello spazio pubblico in un modo che nessuno avrebbe mai creduto possibile.
“Naviga in un capolavoro” prolunga quell’esperienza e quello sguardo che ha abbracciato acqua, isole e sponde. Dopo The Floating Piers solo il battello permette di vivere il lago d’Iseo come masterpiece. In questo modo il mezzo si trasforma in una destinazione turistica.
L’esordio del claim, che ancora oggi a dieci anni di distanza accompagna la comunicazione della società di trasporto pubblico lacuale del lago d’Iseo, avvenne in occasione della conferenza stampa del 18 marzo 2016 durante la quale vennero presentati il nuovo sistema di bigliettazione online ed altri servizi di social customer care, adottati in prossimità dell’evento artistico planetario.
Il claim, ideato dal fondatore dell'agenzia di comunicazione Nuova Vision, diventò livrea delle navi della flotta e campeggiò sulle bandiere segnaletiche, blu e dahlia yellow (il giallo cangiante che rivestì la “passeggiata galleggiante”), che vennero installate sui pontili in occasione dell’evento.
“Capolavoro” è la parola chiave della comunicazione ed è la meta del viaggio artistico ideato da uno dei maestri dell’arte contemporanea ma “capolavoro” è anche il termine che contrassegna la scoperta del lago d’Iseo, piccolo lago ma grande meta di cultura, arte e natura. Da lì in poi nel turismo worlwide il lago d’Iseo venne e tuttora viene associato a “The Floating Piers” quindi un luogo dove l’arte ha creato un’esperienza, una aísthesis, memorabile. Il significato “esperienziale” a cui fa riferimento lo slogan è molteplice e moltiplicato nel tempo. Durante The Floating Piers i mezzi di trasporto di Navigazione Lago d’Iseo, società pubblica di trasporto lacuale locale, crearono un ponte per raggiungere la passerella, specie per i flussi in partenza dalla parte nord del Sebino, che raggiungevano Monte Isola e da lì, non da Sulzano, poterono percorrere tutti i ponti sospesi, rientrando poi dall’imbarco di Monte Isola. Di fatto venne creato un secondo corridoio di accesso all’evento alternativo a Sulzano sia per garantire un servizio ai residenti dell’isola sia per alleggerire la pressione su Sulzano dove le code erano permanenti. In questo modo però il battello entra nella spazio artistico, affianca la lingua giallo ocra che ridisegna il blu del Sebino, navi, passeggeri e opera d’arte abitano le stesse acque, convivono dentro lo stesso capolavoro e in una certa misura lo generano perché per Christo, e per sua moglie Jean-Claude, l’opera d’arte non era un oggetto da contemplare da lontano, appeso alla parete candida di un museo: l'opera d'arte era un'esperienza di libertà totale, fisica, spaziale e comunitaria.
Coprendo un monumento o modificando un paesaggio, Christo costringeva le persone a perdere l'assuefazione e l'abitudine verso i luoghi quotidiani. Sotto il tessuto, le linee geometriche di un palazzo o le curve di una scogliera o le acque blu di un lago diventavano astratte, vive, scultoree. Quando l'opera veniva rimossa, il pubblico tornava a guardare quel pezzo di mondo con occhi completamente nuovi, riscoprendone l'identità perduta.
In definitiva, per Christo l'opera d'arte non era solo il tessuto steso sull'acqua dell'Iseo, l'opera d'arte era l'intero, pazzesco viaggio: i decenni passati a chiedere permessi burocratici, i rifiuti, i dibattiti politici, i lavoratori che montavano i pontili, e infine quel brivido collettivo e sensoriale di una comunità che, per pochi giorni, si riappropriava dello spazio pubblico in un modo che nessuno avrebbe mai creduto possibile.
“Naviga in un capolavoro” prolunga quell’esperienza e quello sguardo che ha abbracciato acqua, isole e sponde. Dopo The Floating Piers solo il battello permette di vivere il lago d’Iseo come masterpiece. In questo modo il mezzo si trasforma in una destinazione turistica.


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