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Per i forti il monte diventa cielo

Il recente convegno promosso dal settimanale diocesano Notizie di Carpi, in occasione della giornata di San Francesco di Sales, ha avuto il pregio di porre al centro dell’attenzione l’attività giornalistica di Odoardo Focherini, morto da martire della carità nel campo di concentramento di Hersbruck , dopo essere stato imprigionato e deportato per avere fatto parte di una rete che ha aiutato e favorito la fuga di ebrei durante gli anni successivi all’approvazione delle Leggi Razziali in Italia (10 settembre 1938). Perciò oggi, Giornata della Memoria, è davvero una buona occasione per tornare a parlare di lui e del suo impegno come giornalista. Il convegno di Notizie ha messo in evidenza l’amicizia con il giornalista e conterraneo (trentino come lui) Quirino Bezzi come attesta la corrispondenza, che offre spunti per conoscere meglio l’uomo Odoardo al di fuori dalla cerchia familiare, la collaborazione giornalistica e il coinvolgimento reciproco in progetti come l’apposizione di una targa sul Vioz dedicata al papa alpinista, Pio XI e quello di erigere una cappella sullo stesso monte, progetto che sarà realizzato dopo la fine della guerra. La raccolta di articoli di Focherini va dalle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di san Francesco (1926) al gennaio 1944, l’ultimo articolo scritto a circa due mesi dalla cattura, avvenuta l’11 marzo 1944 a seguito di una delazione, è successivo al bombardamento della sede dell’Avvenire d’Italia a Bologna, testimonia che la sua attività giornalistica fu lunga, coprì eventi della Diocesi di Carpi, ma anche di quella di Modena, con interviste pubblicate sia da Avvenire d’Italia sia dall’Osservatore Romano. Questo getta una luce nuova sul suo lavoro come giornalista dal momento che è più frequentemente ricordato nella veste di amministratore del quotidiano cattolico. L’articolo che scrive il 9 agosto 1939 - siamo a poche settimane dall’invasione della Polonia da parte della Germania, di fatto l’inizio della Seconda Guerra Mondiale, e secondo quanto finora ricostruito Focherini è già coinvolto nella rete di salvataggio degli ebrei - è un bell’esempio di cronaca e riecheggia le conversazioni epistolari con il caro amico Bezzi, citato tra i presenti all’evento. Ma è soprattutto la chiusura dell’articolo, ricordata durante il convegno organizzato da Notizie, che ci fa capire il legame di Focherini con il pensiero di don Luigi Sturzo, oppositore del fascismo costretto all’esilio dal 1924 al 1946: “dove il monte diventa cielo per la gioia dei forti” Pio XI sarà più vivo dei vivi. Quando Odoardo scrive la sua carità che lo spinge ad agire per salvare gli ebrei perseguitati lo pone fuori dalla legge dello Stato Fascista ma lo colloca saldamente tra i forti per cui la terra non può non provare a toccare il Cielo. Maria Grazia Neri © Riproduzione riservata

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